SIGARETTE ELETTRONICHE

Fonte sito AIRC

La sigaretta elettronica è meno pericolosa della sigaretta di tabacco in quanto contiene meno sostanze dannose per la salute.

Attorno al 2006 anche in Occidente ha avuto uno sviluppo significativo la sigaretta elettronica, il principio è stato messo a punto in Cina per la prima volta.

Fonte CORRIERE DELLA SERA

“CHI PASSA DAL TABACCO ALLE SIGARETTE ELETTRONICHE GUADAGNA IN SALUTE. “

Se state leggendo i casi sono tre: curiosità, voglia di provare, voglia di scoprirla meglio.

Qualunque sia il vostro caso continuate a leggere perché andremo a scoprire assieme cos’è la sigaretta elettronica e come funziona.

La sigaretta elettronica è, per essere precisi, un vaporizzatore personale: ovvero un dispositivo che vaporizza un liquido tramite il surriscaldamento di una resistenza, la potenza necessaria viene fornita da una batteria. Tutto qui? Sì, fondamentalmente sì, vi dirò di più…il concetto di funzionamento è il medesimo sia per le cigalike (quelle sigarette elettroniche che copiano nella forma la classica “bionda”), sia per i kit entry level, sia per i kit più evoluti. Un PV (vaporizzatore personale) è in genere composto da 3 parti: la batteria, un serbatoio che contiene il liquido e una testina (chiamata anche coil o semplicemente resistenza) al cui interno avviene la magia, ovvero la vaporizzazione del liquido.

Com’è fatta la sigaretta elettronica

Aiutiamoci con questa immagine

1)     Drip Tip

2)     Serbatoio

3)     Testina (coil)

4)     Base del Serbatoio

5)     Batteria

Il Serbatoio (2), la Testina (3) e la Base del Serbatoio (4) nel loro insieme vengono chiamati “Atomizzatore”

Il prodotto dell’immagine è l’eGo One Mega di casa Joyetech, un PV basico ma di grande diffusione.

Analizziamo le varie parti una alla volta.

Batteria

Anche chiamata box o big battery o mod è la fonte di energia. Le più semplici hanno un solo tasto la cui funzione è quella di accendere/spegnere il dispositivo e di permettere la svapata: su questi semplici modelli non è possibile regolare la quantità di corrente erogata che sarà sempre 4,2V a piena carica e calerà ad ogni tiro fino a 3,2V a batteria scarica. Dispositivi più evoluti offrono invece la possibilità di impostare una tensione o una potenza di uscita, il circuito elettronico manterrà quel valore durante tutto l’arco di scarica della batteria consentendo una svapata più costante e regolare. La cella (la pila) può essere integrata o intercambiabile. La capacità della batteria è espressa in mAh (milliAmpere ora), in linea di massima più è grande questo numero maggiore sarà l’autonomia tra una ricarica e l’altra a parità di utilizzo (nei prossimi articoli analizzeremo nel dettaglio questa nozione)

Serbatoio

anche chiamato atomizzatore, contiene al suo interno il liquido e la testina, può essere ricaricato dal basso o dall’alto, avere il flusso d’aria regolabile o fisso. All’estremità superiore c’è il drip tip, la parte in plastica o metallo che teniamo tra le labbra e tramite cui aspiriamo; all’estremità inferiore c’è il connettore, cioè la parte che viene avvitata alla batteria che in base alla forma si chiama “connettore eGo” (ormai quasi scomparso) o “connettore 510”.

Testina

Nonostante esistano moltissime tipologie di testine il concetto di base è uno; una spirale di filo resistivo al cui interno o esterno è inserito o avvolto del materiale assorbente. Attualmente il 99% del materiale assorbente è realizzato in cotone organico, il restante 1% si divide tra ceramica porosa e silica wick. Il cotone è maggiormente usato proprio in virtù della sua capacità di assorbire liquidi e perché è un materiale naturale. La testina è l’unica parte del PV che va incontro a deterioramento nei brevi tempi, la continua vaporizzazione del liquido lascia residui che incrostano la resistenza e il cotone e dopo circa 20ml di liquido vaporizzati il sapore si deteriora e occorre cambiarla. Una domanda molto frequente è “ogni quanti giorni?” semplice….se svapo 10ml al giorno devo sostituirla ogni 2 giorni, se svapo 1ml al giorno la sostituirò dopo 20 giorni; in ogni caso il sapore restituito da una testina esausta è sgradevole e capirete da soli quando è il momento di cambiarla. Sulle testine i produttori riportano alcuni dati: il valore della resistenza espresso in Ohm e il range di utilizzo, cioè i valori ideali da impostare (ove possibile) sulla vostra batteria per far lavorare al meglio tale resistenza.

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